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Storicamente l'origine dello sbandieramento, o arte del "Maneggiar l'Insegna", viene fatta risalire alle esercitazioni marziali con la bandiera alle quali si sottoponevano gli alfieri degli eserciti sia per mantenere la dimestichezza con l'arma (la punta dell’asta era infatti acuminata) sia per conservare il fisico in buona efficienza.

In periodo di pace, si sbandierava durante le feste e i tornei, dunque gli esercizi si ingentilirono e migliorarono sia la coreografia che la fattura stessa dei drappi sempre piu colorati, per essere maggiormente apprezzati dai nobili e dal popolo.


Lo sviluppo di questa disciplina divenne quindi quindi motivo di sfida tra i vari reparti e le diverse citta', alla ricerca di una sempre maggior spettacolarita' e difficolta', fino ad essere codificata nel 1638 da Francesco Ferdinando Alfieri nel trattato “La Bandiera”.


Dopo un periodo di oblio, il 20° secolo ha segnato un rinnovo di interesse nei confronti di questa attivita' storica e dagli anni ’60 si è potuto assistere ad un proliferare di gruppi di sbandieratori, in un crescendo che ancora non sembra fortunatamente essersi arrestato.



Gli Sbandieratori della Signoria, pur avendo adottato materiali moderni per aste e drappi, si pregiano di seguire lo stile Fiorentino codificato dall'Alfieri con l'aggiunta di un pizzico di inventiva che rende unici gli spettacoli. Le esibizioni constano nella pratica di esercizi in singolo, a coppia e a squadra piccola (4 persone), culminando nella spettacolare squadra grande composta da un minimo di 8 sbandieratori ed altamente suggestiva dal punto di vista scenografico.





 




Sbandieratore - Jacques Callot
acquaforte 1617
Firenze - Uffizi.
Sbandieratori e Musici Della Signoria di Firenze
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